Gioco illegale, tre interventi in Sicilia

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Triplice intervento delle forze dell’ordine in Sicilia: vengono chiuse due sale giochi e incastrata un’organizzazione mafiosa.

 

Il gioco illegale dilaga, in Sicilia è coinvolta la mafia

Con la chiusura delle sale giochi e delle sale scommesse, slot e bingo, il gioco illegale torna pericolosamente attivo. Questa settimana le forze dell’ordine hanno individuato tre tragiche realtà in Sicilia.

Due locali adibiti a casinò a Catania

La settimana scorsa, la polizia di Catania ha rilevato una sala giochi abusiva organizzata da un privato in via Plaia; all’interno erano installate tre slot machine di tipo “totem” non conformi alle caratteristiche di legge (in particolare quelle indicate dai co. 6 e 7 dell’art. 110 TULPS). Il titolare del locale ha ricevuto tre sanzioni amministrative, compresa una per la violazione delle norme anti-COVID. Dovrà pagare un totale di 30 mila euro e le apparecchiature illegali sono state sequestrate.

A pochi giorni da questo episodio, la Questura di Catania ha dovuto intervenire nuovamente per bloccare un’attività di gioco illegale gestita da un’organizzazione culturale. Nei locali che erano stati trasformati in casinò di nascosto, senza alcuna autorizzazione, gli agenti hanno rilevato ulteriori violazioni. C’erano slot non collegate alla rete ADM e una sala scommesse in piena attività con giochi con operatori privi di concessione italiana. Oltretutto, per le norme anti-COVID il locale doveva essere categoricamente chiuso. Le molteplici irregolarità hanno inevitabilmente portato a una sanzione salata, pari a 64 mila euro.

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Il gioco nelle mani di un’organizzazione mafiosa

L’inchiesta avviata a Favignana è ben più gravosa e costituisce il completamento dell’operazione denominata “All In” con la quale veniva confermata l’infiltrazione di Cosa Nostra nella gestione dei giochi e delle scommesse sportive. Le persone coinvolte sono quattro: Francesco Paolo Maniscalco, 58 anni, Salvatore Rubino, 60 anni, Vincenzo Fiore, 43 anni, e Christian Tortora, 45 anni.

Sono tutti indagati per associazione mafiosa, concorso esterno nell’associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori. Il gruppo era arrivato a gestire un volume di gioco per circa 100 milioni di euro, suddiviso in imprese formalmente intestate a solo due dei quattro membri: Francesco Paolo Maniscalco, già precedentemente condannato per la sua organicità alla famiglia di Palermo Centro, e Salvatore Rubino, che si occupava del riciclaggio di denaro sporco.

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Palermo ha quindi  proceduto al sequestro di tre immobili, di cui una pregiata villa nell’isola di Favignana, e delle imprese e delle quote di capitale di 10 società con sede nelle province di Roma, Salerno e Palermo.

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L’importanza dei casinò online per il gioco legale

Questi tre episodi non possono che sottolineare come sia fondamentale affidarsi solo a casinò in linea con le norme vigenti. Questa verifica è più semplice se si frequentano i casinò online, in quanto devono riportare diverse pagine informative e sottostare alle normative dell’ADM. In più, basta consultare le recensioni dei migliori casinò online per accertarsi dell’affidabilità delle piattaforme, scoprire il rispettivo portafoglio giochi e esplorare le offerte attive.